AIACE di Sofocle | TINDARI FESTIVAL 70 | Classica · Ttattà Go

AIACE di Sofocle | TINDARI FESTIVAL 70 | Classica

5 Agosto 2026 5 Agosto 2026, ore 20:30 Fino al 5 Agosto 2026, ore 23:30

Descrizione

AIACE di Sofocle

TINDARI CLASSICA

 Teatro Antico di Tindari - PATTI, ME
 5 Agosto 2026 ore 20.30

 https://tindarifestival.organizzatori.18tickets.it/...

MINO MANNI
PIETRO CERCHIELLO
TOMMASO IMPERIALI
ALESSANDRO PERSICHELLI
MARIELLA SPERANZA

Regia di SERGIO MAIFREDI
Traduzione MariaGrazia Ciani
Consulenza letteraria Giorgio Ieranò
Musiche di Mario Incudine ed Edmondo Romano, con la collaborazione di Antonio Vasta, eseguite dal vivo da Edmondo Romano
Costumi Paola Ratto
Produzione Teatro Pubblico Ligure e Tindari festival


Il progetto di Sergio Maifredi dedicato alla Trilogia di Odisseo
Oltre all’Odisseo di Omero, nell’antica Grecia esisteva anche un Ulisse teatrale. È l’Odisseo protagonista di alcuni drammi superstiti di Sofocle ed Euripide: Aiace, Filottete ed Ecuba. Queste tragedie hanno in comune il personaggio di Odisseo e l’ambientazione: una spiaggia, quasi una terra desolata, un deserto beckettiano, dove si stagliano solo i corpi degli attori e dove rivive, in scena, il mito dell’uomo dal multiforme ingegno.

Dopo aver lavorato per oltre quindici anni sull’Odissea, Sergio Maifredi porta in scena le tragedie Odissiache: Aiace, Filottete e Ecuba. Aiace di Sofocle nasce dalla disputa sulle armi di Achille a cui si accenna già nell’Odissea: Ulisse sarebbe riuscito a ottenere, tramite la sua abilità retorica, le armi del morto Achille, che dovevano invece andare ad Aiace, il più valoroso tra gli
Achei. Aiace non accetta questa decisione e vuole vendicarsi. Ma Atena lo precipita nel baratro della follia e del furore.

Dettagli

Data inizio
5 Agosto 2026
ore 20:30
Data fine
5 Agosto 2026
ore 23:30
Tipo
🏛️ Culturale
Comune
Patti

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📅 Culturale
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FEDRA Elisabetta Pozzi | TINDARI FESTIVAL 70 | OFF

FEDRA Elisabetta Pozzi TINDARI OFF  Basilica Tindari - Gymnasium PATTI, ME 6 Agosto 2026 ore 20.30 https://tindarifestival.organizzatori.18tickets.it/...di Ghiannis Ritsostraduzione Nicola Crocettiregia Francesco Biagetticon Elisabetta Pozzimusiche Daniele D’Angeloluci Cesare Agoniscene Guido Buganzacura del movimento Claudia Montiproduzione Centro Teatrale BrescianoIn accordo con Arcadia & Ricono Srlper gentile concessione di Ery RitsouElisabetta Pozzi, fuoriclasse assoluta della scena italiana, da molti anni lavora intorno agli archetipi della tragedia greca e alle riscritture offerte nel corso dei secoli dei grandi Miti classici.Più volte interprete nel corso della sua carriera di Medea, Ecuba, Lisistrata, ha condiviso con il pubblico bresciano numerosi passaggi di questo suo intenso percorso di ricerca interpretativa e culturale: basti ricordare l’Elektra di Hofmannsthal e le recenti produzioni CTB Elena, Troiane e Cassandra.È ora la volta di Fedra, che Elisabetta Pozzi porta in scena nella versione offertane da Ghianni Ritsos, che si ispirò alla figura dell’infelice moglie di Teseo, innamoratasi del figliastro Ippolito, per comporre uno dei monologhi di Quarta dimensione, il ciclo poetico che il grande poeta greco scrisse nei giorni dell’esilio cui lo costrinse la dittatura dei colonnelli.Avvalendosi dello sguardo colto e originale di un giovane regista di talento, Francesco Biagetti, e della raffinatissima partitura musicale e sonora composta da Daniele D’Angelo – che dà vita a un vero e proprio melologo – Elisabetta Pozzi ci porta dentro l’universo sofferto di una donna abitata dal potere tirannico di Eros, che la condurrà sulle soglie di una tragica morte autoinflitta.Ad arricchire la tessitura linguistica dello spettacolo contribuiscono i movimenti coreografici di Claudia Monti.La Fedra di Ritsos è immersa in una quotidianità dai tratti contemporanei, e tuttavia il suo racconto si dispiega in un tempo sospeso e dilatato, in cui riverberano occulti e oscuri echi della natura e dell’inconscio; è un carattere lucido e contraddittorio, in continua oscillazione tra l’altezza della parola mitica con cui ripercorre la sua vicenda, e l’incomunicabilità tutta terrestre e concreta di un amore impossibile, che si consuma dentro una infinita solitudine.Ma Fedra – un archetipo oscuro che attraversa tutta la letteratura occidentale, da Euripide a Seneca, da Racine fino a D’Annunzio – diventa, nelle parole di Ritsos, anche una straordinaria metafora dell’amore travagliato del poeta per la sua patria, del muro di incomunicabilità tra lo scrittore e la sua terra, oppressa dal regime.Un testo di abbacinante poesia e bellezza, antico e contemporaneo al tempo stesso – come sono tutti i veri grandi capolavori – che l’eccezionale interpretazione di Elisabetta Pozzi arricchisce di infinite e struggenti sfumature.

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